PER LE SCUOLE PRIMARIE:

DI SOGNI, VIAGGI E MERAVIGLIE

Colapesce, Giufà… … ed altre amenità

Fiabe della tradizione siciliana

Proporre oggi uno spettacolo interamente dedicato alle antiche fiabe siciliane, potrebbe sembrare anacronistico. Ma proprio per il fatto che quelle che presentiamo sono storie non note al grande pubblico, riteniamo che questo lavoro possa dare un contributo alla loro divulgazione ed a mantenerne viva la memoria. I testi utilizzati sono stati raccolti e trascritti da Italo Calvino che ha recuperato lo spirito originale dei racconti e li ha fissati in una forma elegante e raffinata. Il dialetto originario è citato e funge da eco permettendo di inquadrare geograficamente i testi. Il fiabesco è insieme l’inesauribile specchio e la sorgente eterna di narrazioni e rappresentazioni del mondo e del cambiamento umano.

IL GATTO CON GLI STIVALI
adattamento e regia di Domenico Bravo

Il gatto con gli stivali è una delle favole che ha subìto innumerevoli variazioni nel corso dei secoli. A parti-re dalla novella dello Straparola (La gatta), passando per il Basile (Cagliuso), Perrault (ad oggi la versione più nota), i fratelli Grimm, Tieck, fino a Tofano, Kastner, Carter, Ross, Pullman. A differenza di quest’ultimo, le caratteristiche principali del gatto dei succitati autori sono l’astuzia e la particolare capacità di tessere inganni a favore del padrone.
Nella versione teatrale qui presentata, seppure tali peculiarità permangano, esse sono animate da un profondo amore del felino verso il ragazzo che lo ha allevato e nutrito, quel figlio del defunto mugnaio cacciato di casa dai fratelli maggiori perché considerato, insieme al suo animale, del tutto inutile. Il nostro gatto, pertanto, è mosso da immensa gratitudine e gli inganni architettati non procurano danno se non a chi meriti davvero di finire sotto le grinfie della sua illimitata intelligenza. A volte, quella che sembra la cosa più misera è invece la più preziosa. Così il gatto è per il mugnaio un’idea di salvezza, di riscatto, è il suo personale ingegno, l’istinto di sopravvivenza non ereditato, ma frutto di grandi sforzi. Non è più la fortuna, quella che aiuta gli audaci, la volontà e l’intelligenza si aiutano da sé. Basta avere una visione lucida della situazione e un po’ di inventiva.

FUORI DAGLI SCHERMI
di Massimiliano Geraci
regia di Ferrante/De Grandi

Quanta televisione, internet e quanta irrealtà vengono propinati ai bambini di oggi pur di farli star buoni davanti ad uno schermo, isolandoli e spegnendo la loro fantasia?
Fuori dagli schermi racconta la storia di Violetta, una bambina a cui importa poco studiare e confrontarsi e che passa la maggior parte del suo tempo davanti agli schermi di casa, guardando programmi spesso poco adatti alla sua età. Un giorno la mamma le chiede di mettere ordine in soffitta tra gli scatoloni dei suoi vecchi giocattoli di bambina, lì Violetta (accompagnata da Johnny Reality, il bell’ignorante “sbucato fuori” dalla tv, proiezione del suo immaginario mediatico) scoprirà il mondo dei giocattoli e grazie alle loro storie e alla loro genuina simpatia, Violetta comincerà a tessere dei legami con tutti loro, facendosi trasportare dalla magia che questi giocattoli creeranno, dalla fantasia che lei stessa metterà in gioco e sminuendo sempre di più l’importanza dei suoi miti televisivi. Arriverà pure a coinvolgere il pubblico in una vera e propria gara di grammatica tra i colti topolini che animano la soffitta e l’arrogante Johnny Reality e vedrà alla fine la disfatta di quest’ultimo.
La musica, le canzoni, la poesia, le storie evocate dai giocattoli la coinvolgeranno a tal punto che Violetta si sveglierà dall’isolamento in cui i “nuovi giochi elettronici” l’avevano relegata e deciderà di condividere questa meravigliosa esperienza, regalando i suoi amici giocattoli all’asilo comunale per far felici altri bambini.

ALICE, CHE MERAVIGLIA!
adattamento e regia di Domenico Bravo
da Alice Underground, Alice nel paese delle meraviglie, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò di Lewis Carrol
con Eletta Del Castillo, Danila Laguardia, Viviana Lombardo e Domenico Bravo

Chi non si è mai sentito un po’ come Alice? Perso, confuso, felice o spaventato?
La storia di Lewis Carrol è nota a tutti. La realtà insensata, sospesa e avvertita che Alice incontra nel suo sogno è stata rappresentata in mille modi diversi, canzoni, film e libri di sono ispirati ad essa e i suoi personaggi (dal Coniglio Bianco al Brucaliffo, dal Cappellaio Matto alla Regina di Cuori) sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo di adulti e bambini.

ORLANDO EROE _Spettacolo dell’ Opera dei Pupi

Introdotto dai Pupi di Farsa ” Nofrio e Virticchio”

Nell’intento di promuovere la conoscenza di uno degli elementi più tipici delle tradizioni culturali della Sicilia, quest’anno il teatro Lelio propone lo spettacolo tradizionale dell’ Opera dei Pupi, nell’esecuzione dei pupari Bumbello, che rappresenteranno  uno degli  episodi più significativi e scenicamente  spettacolari della vita di Orlando, che verrà introdotto, secondo tradizione,  dai pupi di farsa Nofrio e Virticchio, che, con l’ uso del linguaggio dialettale , divertono il pubblico, facendo da tramite fra il puparo che agisce all’interno del teatrino e gli spettatori.

Prima  dello  spettacolo lo spettatore sarà  guidato nella visione della mostra allestita per l’occasione  nel foyer del teatro che ospiterà parte di una collezione privata di pupi, sponde di carretto e sipari, sicuramente fra le più importanti della Sicilia. L’intento è quindi quello di offrire un’occasione di conoscenza concreta e completa, dal manufatto artigianale allo spettacolo vero e proprio,  di una forma di teatro peculiare della Sicilia, che gode del riconoscimento dell’UNESCO di bene immateriale dell’umanità.

PER LE SCUOLE DI MEDIA SUPERIORE DI I° GRADO:

TERRA CHIAMA UOMO
scritto e diretto da Domenico Bravo

Qualcuno ha detto che l’uomo ha ormai superato l’orlo del baratro e che da questo momento dovrà solo con-centrarsi su come affrontare la discesa.
Parlare, oggi, di ambiente è più che mai necessario. Lo è elaborare un discernimento etico rispetto all’attuale crisi ecologica. Il teatro, dove ogni parola è voce che si fa corpo e anima, carne e sangue, dove ogni respiro è un pensiero e ogni gesto un fendente all’inerzia e al disinteresse, è il luogo ideale a tale scopo.
Su un palcoscenico vuoto, metafora del doloroso e sconcertante senso di mancanza di rispetto e coscienza dell’uomo irresponsabile, si muovono e parlano tre personaggi, che altro non sono che i tre elementi costitutivi del pianeta chiamato Terra. Lo fanno senza retorica, con la leggerezza che è propria degli animi puri, ricor-dando un passato glorioso al quale guardano con occhi da fanciullo, abbandonandosi a tenere e vivaci fantasie, mentre il presente – dove il biossido è alle stelle, la plastica ha dato vita a un nuovo continente galleggiante e l’edilizia, per quanto oscena, s’innalza tuttavia – si fa sentire con tutto il suo carico di cinismo e indifferenza, aprendo le porte a spiragli di futuro tutt’altro che rosei.

 

PROPOSTE PER SCUOLE MEDIE SUPERIORI DI II° GRADO:

 -“Silenziose rivoluzioni”

testo e regia di Valentina Ferrante 

con Valentina Ferrante e Micaela De Grandi

 

 –“Donne d’amore uccise” 

testo e regia di Giuditta Lelio

con Micaela De Grandi e Danila Laguardia

 

 – “La meccanica della grandezza”

testo e regia di Domenico Bravo

con Domenico Bravo, Danila Laguardia e Viviana Lombardo

 

 Clicca sul nome dello spettacolo per leggere le note!