di T. M. Plauto

regia di Giuditta Lelio 

aiuto regia ROBERTO SIMONTE

con
il Miles, Pirgopolinice (soldato vanaglorioso) GENNARO PICCIRILLO

Palestrione (servo astuto) ANTONIO SILVIA

Sceledro (servo ottuso) e Pleriplecomeno ANTONIO PANDOLFO

Filocomasio (meretrice) VIRGINIA ALBA

Acroteleutio (meretrice) DANILA LAGUARDIA

Milfidippa (meretrice) STEFANIA ZAPPALÀ

Pleusicle (giovane amante) ALESSANDRO AIELLO

traduzione di Filippo Amoroso

maschere e scene VINCENZO FORNAIA

costumi CARMELA MANISCALCO

luci MARCO SANTORO

fonica ALESSANDRO UCCELLO

musiche di ricerca di FRANCO SODANO, GIANLUCA NICODEMO, ALESSANDRO UCCELLO

movimenti coreografici di WALTER LOMBARDO

 

milesL’antefatto del “Miles Gloriosus” è presentato all’inizio del secondo atto da Palestrione, il servo astuto nel quale Plauto si identifica maggiormente. Egli racconta di come, da servo del giovane ateniese Pleusicle, sia passato ad obbedire Pirgopolinice. Quest’ultimo è un soldato di Efeso che, per aver partecipato a delle imprese militari per il re Seleuco, ostenta il suo valore e di conseguenza si attribuisce tutte le caratteristiche proprie dei grandi uomini, eccedendo in ciò in modo insopportabile e inverosimile per la gente della città. Sostiene che tutte le donne impazziscono per lui e arriva a paragonarsi alla divinità. In un viaggio ad Atene, il soldato conosce una giovane fanciulla, Filocomasio, che è innamorata del giovane padrone del servo, al momento assente dalla città e ingannando la madre la costringe con la forza a seguirla ad Efeso ed essere la sua concubina. Palestrione, quando viene a saperlo, si mette subito in viaggio per raggiungere il suo padrone e comunicargli l’accaduto, ma viene catturato da alcuni pirati e venduto come schiavo proprio al soldato. In casa di costui egli incontra la giovane infelice, e astutamente riesce a informare il suo vecchio padrone inviandogli delle tavolette tramite un mercante. Pleusicle allora giunge ad Efeso ed alloggia come ospite in casa di Periplecomeno che un tempo era stato ospite di suo padre e voleva sdebitarsi. La casa del vecchio è proprio quella confinante con quella del soldato, e Palestrione riesce a fare un foro nella parete perché i giovani amanti possano vedersi di nascosto. Una notte però, mentre fanno l’amore, vengono visti dal più ottuso dei servi del soldato, Sceledro, attraverso l’impluvio sul tetto dell’edificio. Palestrione allora, aiutato da Plerplecomeno, architetta un piano. Fa credere a Sceledro che quella che ha visto è in realtà la sorella gemella di Filocomasio, venuta per cercare la sorella e che alloggia in casa del vecchio. Tutto ciò è possibile grazie al foro nella parete: Sceledro vede due donne identiche in due case diverse. L’idea di Palestrione per far ricongiungere i due amanti è quella di utilizzare due meretrici, una nella parte della padrona, l’altra dell’ancella, affinché seducano e ingannino il soldato, cosìcchè cacci dalla casa la sua attuale concubina. Palestrione riesce a convincerlo a lasciare andare anche lui. Adescata la vittima, Pleriplecomeno si finge marito della donna e lo coglie sul fatto accusandolo di adulterio e punendolo. Cosìcché il soldato, spaccone e vanaglorioso, riceve la giusta lezione per la sua arroganza.