When:
16 dicembre 2018 @ 17:00 – 18:30
2018-12-16T17:00:00+01:00
2018-12-16T18:30:00+01:00
Where:
Via Antonio Furitano
90145 Palermo PA
Italia
Cost:
13 euro. PROMOZIONE FAMIGLIA: adulto 7.50- bambino 5
Contact:
0916819122\ 0916828958

Gatto_Locandina

adattamento e regia

Domenico Bravo

con

Domenico Bravo

Eletta Del Castillo

Danila Laguardia

 

 

 

 

Il gatto con gli stivali è una delle favole che ha subìto innumerevoli variazioni nel corso dei secoli. A partire dalla novella dello Straparola (La gatta), passando per il Basile (Cagliuso), Perrault (ad oggi la versione più nota), i fratelli Grimm, Tieck, fino a Tofano, Kastner, Carter, Ross, Pullman. A differenza di quest’ultimo, le caratteristiche principali del gatto dei succitati autori sono l’astuzia e la particolare capacità di tessere inganni a favore del padrone.

Nella versione teatrale qui presentata, seppure tali peculiarità permangano, esse sono animate da un profondo amore del felino verso il ragazzo che lo ha allevato e nutrito, quel figlio del defunto mugnaio cacciato di casa dai fratelli maggiori perché considerato, insieme al suo animale, del tutto inutile. Il nostro gatto, pertanto, è mosso da immensa gratitudine e gli inganni architettati non procurano danno se non a chi meriti davvero di finire sotto le grinfie della sua illimitata intelligenza. A volte, quella che sembra la cosa più misera è invece la più preziosa. Così il gatto è per il mugnaio un’idea di salvezza, di riscatto, è il suo personale ingegno, l’istinto di sopravvivenza non ereditato, ma frutto di grandi sforzi. Non è più la fortuna, quella che aiuta gli audaci, la volontà e l’intelligenza si aiutano da sé. Basta avere una visione lucida della situazione e un po’ di inventiva.
Nell’adattamento, oltre al ben noto intreccio, sono presenti motivi tipici di altre fiabe (come il rapimento e la ricerca dell’amata) e cenni provenienti sia dalle numerose rielaborazioni letterarie della storia, sia da fonti cinematografiche, come il pelo rosso del gatto che tiene compagnia ad Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (ma si dice che fosse rosso anche il gatto di Shakespeare e rosso era sicuramente il gatto di Churchill), e il nome Figaro, che è quello del gatto di Pinocchio nell’animazione realizzata da Walt Disney. Il nome non può che evocare suggestioni rossiniane: non è un caso che i temi musicali presenti nello spettacolo siano tratti perlopiù dal repertorio del compositore italiano (Duetto buffo tra due gatti, il barbiere di Siviglia, la gazza ladra).
Lo spettacolo è un vivace gioco metateatrale in cui risulta evidente il rapporto d’amicizia fra il protagonista e il ragazzo, una relazione di intimità e fiducia profonda rappresentata in modo vivido, tenero e gentile; ma è anche una fantasmagoria di invenzioni e artifici scenici, una mescolanza di generi (teatro di parola e di animazione, acrobatica, danza, canto), nonché un gioioso carosello di costumi e scenografie che intendono omaggiare, con minuscole macchine sceniche, riproduzione in scala di ambienti, trine, parrucche e merletti, la spettacolarità barocca.