When:
6 gennaio 2019 @ 17:00 – 18:30
2019-01-06T17:00:00+01:00
2019-01-06T18:30:00+01:00
Where:
Via Antonio Furitano
90145 Palermo PA
Italia
Cost:
13 euro. PROMOZIONE FAMIGLIA: adulto 7.50- bambino 5 euro
Contact:
0916819122\0916828958

Locandina Di Sogni....

DI SOGNI, VIAGGI E MERAVIGLIE Colapesce, Giufà… … ed altre amenità

 

fiabe della tradizione siciliana raccolte e trascritte da Italo Calvino

drammaturgia e regia di Domenico Bravo

con Danila Laguardia Viviana Lombardo Antonio Raffaele Addamo Domenico Bravo

scene e costumi di Domenico Bravo

musiche di Danny Elfman

 

 

 

 

1. Presentazione
Proporre oggi uno spettacolo interamente dedicato alle antiche fiabe siciliane, potrebbe sembrare anacronistico. Ma proprio per il fatto che quelle che presentiamo sono storie non note al grande pubblico, riteniamo che questo lavoro possa dare un contributo alla loro divulgazione ed a mantenerne viva la memoria. I testi utilizzati sono stati raccolti e trascritti da Italo Calvino che ha recuperato lo spirito originale dei racconti e li ha fissati in una forma elegante e raffinata. Il dialetto originario è citato e funge da eco permettendo di inquadrare geograficamente i testi. Il fiabesco è insieme l’inesauribile specchio e la sorgente eterna di narrazioni e rappresentazioni del mondo e del cambiamento umano.

2. Note di regia
La scelta di queste fiabe è stata dettata, oltre che per il recupero della tradizione (orale, letteraria e fiabesca), che ad ogni piè sospinto incassa i colpi di una modernità che la considera troppo lontana o poco necessaria (nonché appannaggio esclusivo di studiosi ed esegeti), anche e soprattutto per il fatto di offrire innumerevoli possibilità di gioco. E gioco è la parola chiave del lavoro proposto. Come ha scritto Johan Huizinga, “il gioco è innegabile. Si possono negare quasi tutte le astrazioni: la giustizia, la bellezza, la verità, la bontà, lo spirito. Si può negare la serietà. Ma non il gioco1”. Il gioco inteso come atto libero ma specialmente momento della salute sociale, in un tempo in cui ‘giocare insieme’ è diventata un’espressione pressoché antiquata, fuori tempo, e il gioco sempre più un atto solitario (cellulari, videogiochi e chi più ne ha più ne metta), privo di scambio e di crescita. Il gioco visto perciò come “momento della

1 HUIZINGA, J., Homo ludens, Einaudi, Torino 1973, pp. 3-6.

massima funzionalità in cui la società fa, per così dire, marciare il motore in folle, per pulire le candele, disingolfarsi, scaldare i cilindri, far circolare l’olio, tenersi in assetto2.” I quattro attori in scena, clochard ironici e clowneschi, immersi in un luogo colmo di oggetti privi ormai di qualsiasi utilità per la gente comune3, incoraggiati da quello che solo alla fine si scoprirà essere Giufà, giocano a essere “vecchi e bambini, principi e principesse, re e regine, maghi, cavalieri, briganti, topi, draghi, uomini pesce e tanto altro ancora4”, in un gioco teatrale in cui si dipaneranno storie (Caterina La Sapiente, Rosmarina, Il vitellino con le corna d’oro, Sfortuna, Cola Pesce e Giufà) che si inseguono e si intrecciano senza soluzione di continuità. Entreranno e usciranno continuamente dai loro ruoli per concedere divertenti interruzioni, in un tripudio di inventiva in cui ciascun oggetto riacquista una vita e una necessità, perdendo ogni caratteristica reale per assumere via via gli attributi dell’immaginario, oggi troppo spesso messo a tacere a favore di una corsa all’ovvio… e al modello all’ultimo grido! Così, nello spettacolo, uno stendibiancheria diviene la ringhiera di un balcone, delle casse da frutta una locomotiva e i suoi vagoni, uno sturalavandini è uno scettro, un bidet il trono di una regnante e decine di sacchi per la spazzatura legati insieme l’oceano di Cola Pesce.

3. Il cast
Il regista, gli attori, ed i tecnici sono tutti artisti siciliani di comprovata esperienza che vantano lunghe collaborazioni con enti pubblici e privati che operano nel campo della prosa, della musica, del cinema e della radiotelevisione: Danila Laguardia, Viviana Lombardo, Antonio Raffaele-Addamo e Domenico Bravo.

4. Le musiche
Selezionare le musiche di uno spettacolo o di un film è impresa ardua, che il più delle volte porta ad un accumulo incoerente e solo ‘di effetto’. Per il nostro lavoro abbiamo scelto di concentrare la nostra attenzione su un singolo compositore, Danny Elfman, autore di numerose colonne sonore di film (in particolare di Tim Burton, regista, fra gli altri, di Edward Mani di Forbice, Batman, Nightmare Before Christmass, La fabbrica di cioccolato, La sposa cadavere, Alice In Wonderland, ma anche di temi famosi come quello de I Simpson), un compositore dotato di una inconfondibile cifra stilistica, le cui musiche ariose e sgargianti, allegre e grottesche, ma anche cariche di intimità e poesia, ci sono sembrate del tutto pertinenti al carattere dello spettacolo.

2 ECO, U., Introduzione a J. HUIZINGA, Homo ludens, cit., pp. XVIII-XXV. 3 Ovvero, ordinaria, che è l’opposto di straordinario, sbalorditivo, bellissimo e favoloso. Cioè, matto. 4 Dal copione dello spettacolo.