“P  i  a  n  e  t  a      G  i  o  v  a  n  i”

 il teatro progettato per i ragazzi

Spettacoli per le scuole Elementari – Medie – Superiori

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“Riflettendo sul perché ho scelto anni fa di condurre esperienze teatrali all’interno della scuola mi si affollano alla mente diversi pensieri che giustificano e motivano la scelta dal punto di vista pedagogico didattico.  C’è un’immagine che mi viene spesso alla mente: quella della madre che nei primi mesi di vita del suo bambino se Io guarda amorosamente, gli sorride, lo vezzeggia. Questa è la prima forma di teatro cui assiste nella vita. Il bambino che osserva il volto della madre, sta al gioco, si diverte e si appassiona, è uno spettatore coinvolto emotivamente dallo spettacolo, lo si vede presto rispondere e cercare di imitare la madre, diventa attore e la madre è la sua regista. A scuola ritrovo tutti questi bambini. con il loro sguardo dritto e aperto oppure distorto e in qualche maniera manchevole. I più impacciati, quelli scompensati o turbati, quelli “non del tutto in ordine” all’inizio mostrano una certa diffidenza, poi, con grande sorpresa diventano i migliori, i più vivi. Spesso è cosi anche per gli attori di professione: i più grandi sono timidi e complessati nella vita. E quando vedo un gruppo di ragazzi salire emozionatissimi su un palco più o meno improvvisato, con dietro uno scenario fatto in carta dipinta, oggetti di cartapesta. case di cartone, luci e trucco approssimativi, costumi larghi o troppo stretti, quando alla fine li vedo scendere tra gli applausi, con la felicità negli occhi, trasformati, allora ricordo con commozione l’immagine della madre e del bambino. Ricordo la prima scoperta del mondo e credo che si sia ripetuto un miracolo». 

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Giuditta Lelio Attrice, Regista e Direttrice Artistica – Ambasciatrice UNICEF

Una Fiaba : Perchè?

Quale significato può assumere il proporre una fiaba ai ragazzi di questo tempo in netto contrasto con tutto ciò che non sia una cruda realtà, quella stessa realtà che viviamo giorno per giorno, alla quale ormai siamo tanto abituati da considerarla consueta, addirittura accettabile, e non solo per gli adulti ma anche e soprattutto per i giovani. Le fiabe hanno sempre fatto parte dei messaggi educativi: generazioni intere sono cresciute tra Orchi, Fate, Biancanevi e Cappuccetti Rossi.  Nella fiaba tutto può succedere, una madre può essere cattiva e uno scemo può diventare re; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo o a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi un destino: la giovinezza, dalla nascita al distacco da casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano. La fiaba non è realistica, né mai lo è stata; raccontando l’avventura simbolica del crescere, essa si rivolge alle risorse più profonde dell’ “Io” . Perché una storia carpisca l’attenzione del bambino, del ragazzo, deve divertirlo, stimolare la sua curiosità, ma perché arricchisca la sua vita bisogna che lo si aiuti a vedere chiaro nelle sue mozioni, che gli si faccia prendere coscienza delle sue difficoltà e al contempo gli si suggerisca delle soluzioni ai problemi che lo turbano.

 

 

FOTO DELLE FIABE PRODOTTE DAL GRUPPO TEATRO SCUOLA

Pinocchio, Mary Poppins, Bella Addormentata, La Sirenetta, La Gabbianella e il gatto, Pierino e il lupo, Aladino, Cenerentola, Peter Pan, 

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