di Giuditta Lelio

regia di Giuditta Lelio

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Questa lettura dovuta a Giuditta Lelio di “Aladino il suo genio e la lampada incantata”, nella scia di numerosi altri lavori della stessa autrice, proposti come lettura-trasformazione del genere fiaba, allude esemplarmente alla “Cenerentola” messa in scena lo scorso anno: e così per sventare ogni possibile assioma con operazioni di ricalco su mode disneyane, va interpretata proprio nei termini che la Lelio, con le operazioni teatrali intende rivendicare ai suoi testi fiabistici: cioè a dire , attraverso la favola e l’apparente costruzione fantastica, possono esplicarsi espressioni e valori, ideologia ed emozioni speciosi di un tempo e di una realtà culturale. Sicché è con essa che la tradizione si sposa con l’innovazione. E’ questa invece una interpretazione antropologica, ma grazie alla persistenza dello spirito magico che muta la fantasia, la fiaba continua ad essere comprensibile e a parlare con un linguaggio da bambino:un vero privilegio perché in realtà essa vuole e fa pensare. Attraverso precisi schemi narrativi, la fiaba si dispone di fatto un preciso andamento – contro:l’eroe,in questo caso Aladino, vive la sua storia contro la prigione della classe di appartenenza, il distacco di un potere freddo e distante, contro il silenzio di chi non vuole dividere con gli altri il suo sapere, perché da sempre l’ignoranza e’ strumento di conservazione.

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Per sorreggere l’attore eroe, non a caso interviene il Genio, che sostiene l’intelligenza e la parola, permettendo il superamento di “fatiche impossibili”:vera e propria condicio sine qua non, senza la quale cioè è impossibile ricostruire un nuovo ordine.Allora questa fiaba di Giuditta Lelio può essere davvero una proposta teatrale per un pubblico vario:per i ragazzi a cui giunge il suo messaggio vuoi fantastico, vuoi pedagogico, per gli adulti che possono apprezzare una raffinata operazione di scrittura su una tradizione aperta.

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E’ come dire che su una struttura a priori – che tale si qualifica, appunto la silloge delle mille e una notte da cui e’ tratta la fiaba di Aladino, di tradizione orale – l’autrice costruisce la sua versione accostando agli elementi noti una materia culturale propria. Nel segno più specioso del teatro come discorso e del testo come rappresentazione del vissuto societario.

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