Inaugurazione Mostra del Carretto e del Paladino di Scuola Palermitana

RIDI PAGLIACCIO

ALICE, CHE MERAVIGLIA!

ORLANDO EROE

TERRA CHIAMA UOMO

FUORI DAGLI SCHERMI

DI SOGNI, VIAGGI E MERAVIGLIE

GATTO CON GLI STIVALI

dic
16
lun
Inaugurazione Mostra del Carretto e del Paladino di Scuola Palermitana
dic 16 @ 19:00 – 20:00

Invito

 

Il prossimo 16 dicembre 2019 presso il Teatro Lelio di Palermo sarà inaugurato il Museo del Carretto e del Paladino di Scuola Palermitana, patrocinato dall’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana e organizzato da Teatro per Ragazzi. Il nuovo Centro Museale raccoglie una variopinta e prestigiosa collezione di Sponde, Sipari, Paladini, Chiavi di carretto, tutti realizzati con grande maestria dai più eccellenti artisti della cosiddetta “Puparia” dell’Opra dei Pupi.

Leggi di più

 

dic
21
sab
GATTO CON GLI STIVALI
dic 21 @ 17:00 – 18:30
sabato 16 novembre h 17.00

sabato 16 novembre h 17.00

GATTO CON GLI STIVALI

Adattamento e regia

Domenico Bravo

con

Domenico Bravo, Eletta Del Castillo, Danila Laguardia

Il gatto con gli stivali è una delle favole che ha subìto innumerevoli variazioni nel corso dei secoli. A partire dalla novella dello Straparola (La gatta), passando per il Basile (Cagliuso), Perrault (ad oggi la versione più nota), i fratelli Grimm, Tieck, fino a Tofano, Kastner, Carter, Ross, Pullman. A differenza di quest’ultimo, le caratteristiche principali del gatto dei succitati autori sono l’astuzia e la particolare capacità di tessere inganni a favore del padrone.

Nella versione teatrale qui presentata, seppure tali peculiarità permangano, esse sono animate da un profondo amore del felino verso il ragazzo che lo ha allevato e nutrito, quel figlio del defunto mugnaio cacciato di casa dai fratelli maggiori perché considerato, insieme al suo animale, del tutto inutile. Il nostro gatto, pertanto, è mosso da immensa gratitudine e gli inganni architettati non procurano danno se non a chi meriti davvero di finire sotto le grinfie della sua illimitata intelligenza. A volte, quella che sembra la cosa più misera è invece la più preziosa. Così il gatto è per il mugnaio un’idea di salvezza, di riscatto, è il suo personale ingegno, l’istinto di sopravvivenza non ereditato, ma frutto di grandi sforzi. Non è più la fortuna, quella che aiuta gli audaci, la volontà e l’intelligenza si aiutano da sé. Basta avere una visione lucida della situazione e un po’ di inventiva.
Nell’adattamento, oltre al ben noto intreccio, sono presenti motivi tipici di altre fiabe (come il rapimento e la ricerca dell’amata) e cenni provenienti sia dalle numerose rielaborazioni letterarie della storia, sia da fonti cinematografiche, come il pelo rosso del gatto che tiene compagnia ad Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (ma si dice che fosse rosso anche il gatto di Shakespeare e rosso era sicuramente il gatto di Churchill), e il nome Figaro, che è quello del gatto di Pinocchio nell’animazione realizzata da Walt Disney. Il nome non può che evocare suggestioni rossiniane: non è un caso che i temi musicali presenti nello spettacolo siano tratti perlopiù dal repertorio del compositore italiano (Duetto buffo tra due gatti, il barbiere di Siviglia, la gazza ladra).
Lo spettacolo è un vivace gioco metateatrale in cui risulta evidente il rapporto d’amicizia fra il protagonista e il ragazzo, una relazione di intimità e fiducia profonda rappresentata in modo vivido, tenero e gentile; ma è anche una fantasmagoria di invenzioni e artifici scenici, una mescolanza di generi (teatro di parola e di animazione, acrobatica, danza, canto), nonché un gioioso carosello di costumi e scenografie che intendono omaggiare, con minuscole macchine sceniche, riproduzione in scala di ambienti, trine, parrucche e merletti, la spettacolarità barocca.

gen
4
sab
DI SOGNI, VIAGGI E MERAVIGLIE
gen 4 @ 17:00 – 18:30
sabato 26 ottobre h 17.00

sabato 21 dicembre h 17.00

DI SOGNI, VIAGGI E MERAVIGLIE

Colapesce, Giufà… … ed altre amenità

Fiabe della tradizione siciliana raccolte 

 

Drammaturgia e Regia di Domenico Bravo

con Danila Laguardia, Viviana Lombardo, Eletta Del Castillo, Domenico Bravo

scene e costumi di Domenico Bravo

musiche di Danny Elfman

Proporre oggi uno spettacolo interamente dedicato alle antiche fiabe siciliane, potrebbe sembrare anacronistico. Ma proprio per il fatto che quelle che presentiamo sono storie non note al grande pubblico, riteniamo che questo lavoro possa dare un contributo alla loro divulgazione ed a mantenerne viva la memoria. I testi utilizzati sono stati raccolti e trascritti da Italo Calvino che ha recuperato lo spirito originale dei racconti e li ha fissati in una forma elegante e raffinata. Il dialetto originario è citato e funge da eco permettendo di inquadrare geograficamente i testi. Il fiabesco è insieme l’inesauribile specchio e la sorgente eterna di narrazioni e rappresentazioni del mondo e del cambiamento umano.

Note di regia
La scelta di queste fiabe è stata dettata, oltre che per il recupero della tradizione (orale, letteraria e fiabesca), che ad ogni piè sospinto incassa i colpi di una modernità che la considera troppo lontana o poco necessaria (nonché appannaggio esclusivo di studiosi ed esegeti), anche e soprattutto per il fatto di offrire innumerevoli possibilità di gioco. E gioco è la parola chiave del lavoro proposto. Come ha scritto Johan Huizinga, “il gioco è innegabile. Si possono negare quasi tutte le astrazioni: la giustizia, la bellezza, la verità, la bontà, lo spirito. Si può negare la serietà. Ma non il gioco”. Il gioco inteso come atto libero ma specialmente momento della salute sociale, in un tempo in cui ‘giocare insieme’ è diventata un’espressione pressoché antiquata, fuori tempo, e il gioco sempre più un atto solitario (cellulari, videogiochi e chi più ne ha più ne metta), privo di scambio e di crescita. Il gioco visto perciò come “momento della massima funzionalità in cui la società fa, per così dire, marciare il motore in folle, per pulire le candele, disingolfarsi, scaldare i cilindri, far circolare l’olio, tenersi in assetto2.” I quattro attori in scena, clochard ironici e clowneschi, immersi in un luogo colmo di oggetti privi ormai di qualsiasi utilità per la gente comune, incoraggiati da quello che solo alla fine si scoprirà essere Giufà, giocano a essere “vecchi e bambini, principi e principesse, re e regine, maghi, cavalieri, briganti, topi, draghi, uomini pesce e tanto altro ancora4”, in un gioco teatrale in cui si dipaneranno storie (Caterina La Sapiente, Rosmarina, Il vitellino con le corna d’oro, Sfortuna, Cola Pesce e Giufà) che si inseguono e si intrecciano senza soluzione di continuità. Entreranno e usciranno continuamente dai loro ruoli per concedere divertenti interruzioni, in un tripudio di inventiva in cui ciascun oggetto riacquista una vita e una necessità, perdendo ogni caratteristica reale per assumere via via gli attributi dell’immaginario, oggi troppo spesso messo a tacere a favore di una corsa all’ovvio… e al modello all’ultimo grido! Così, nello spettacolo, uno stendibiancheria diviene la ringhiera di un balcone, delle casse da frutta una locomotiva e i suoi vagoni, uno sturalavandini è uno scettro, un bidet il trono di una regnante e decine di sacchi per la spazzatura legati insieme l’oceano di Cola Pesce.

 

2 ECO, U., Introduzione a J. HUIZINGA, Homo ludens, cit., pp. XVIII-XXV.

3 Ovvero, ordinaria, che è l’opposto di straordinario, sbalorditivo, bellissimo e favoloso. Cioè, matto.

4 Dal copione dello spettacolo.

gen
11
sab
RIDI PAGLIACCIO
gen 11 @ 17:00 – 18:30

 

sabato 11 gennaio h 17.00

sabato 11 gennaio h 17.00

RIDI PAGLIACCIO

Regia : David Larible
Con: Adriano Aiello; Bruno Morello; Salvo Giorgio
Aiuto regia: Liliana Lo Furno
Direttore Allestimenti: Massimo Savoia
Coreografie: Liliana Lo Furno
Effetti sonori: Massimo Fragalà
Coproduzione : Teatro degli Specchi

La giornata tipo di un clown che vive la sua vita come un uomo qualunque tra successi e delusioni, tra momenti felici e altri meno, ma ha un’arma in più: la risata. Lui riesce a ridere con amore su tutti e tutti e, ancor più, su se stesso. Gioca con le variazioni musicali dell’omonima, celebre romanza di Ruggero Leoncavallo, che dà il titolo allo spettacolo.

feb
1
sab
ALICE, CHE MERAVIGLIA!
feb 1 @ 17:00 – 18:30
sabato 1 febbraio h 17.00

sabato 1 febbraio h 17.00

ALICE, CHE MERAVIGLIA! 

PRIMA NAZIONALE AL TEATRO LELIO

Adattamento e regia di Domenico Bravo
da Alice Underground,Alice nel paese delle meraviglie,Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò

di Lewis Carrol

con Eletta Del Castillo, Danila Laguardia, Viviana Lombardo e Domenico Bravo

Cortese, diplomatica, coraggiosa, sognatrice. Il personaggio di Alice col suo secolo e mezzo di età, ancora incanta i bimbi di tutto il mondo.  Alice è molto di più di una semplice favola, con il suo passaggio dal mondo reale a quello “delle Meraviglie”, con quella “ipnosi” che sta in fondo ad ogni paesaggio descritto, ai giochi di parole, ai dialoghi surreali, al Cappellaio Matto e a tutti i suoi grovigli temporali!

Chi non è caduto almeno una volta nella tana del coniglio, non ha preso il tè con Alice e il Cappellaio Matto, non è stato ipnotizzato dallo Stregatto o non ha dovuto convincere la Regina di Cuori che nessuno aveva rubato le sue torte?!?

È facile pensare che sia una favola per bambini. In apparenza sembra esserlo. Ma, se guardate più da vicino, vi renderete conto che il mondo di Alice si traduce in qualcosa di più di un libro fantasy per piccini. Infatti, ogni personaggio che incontra Alice mette in discussione le sue sicurezze e tutte le cose che ha conosciuto fino ad  allora, e le permette di crescere e proseguire nel suo cammino alla consapevolezza di sè, la ricerca fondamentale di ogni individuo, l’archetipo più importante.

Le avventure di Alice rappresentano la lotta contro il tempo, dove razionalità e immaginazione si scontrano sempre in quello che è il cammino verso il diventare grandi e l’età adulta.

mar
14
sab
ORLANDO EROE
mar 14 @ 17:00 – 18:30
sabato 14 marzo h 17.00

sabato 14 marzo h 17.00

ORLANDO EROE 

Spettacolo dell’ Opera dei Pupi 

VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA DI PALADINI E PITTURE DELL’ OPERA DEI PUPI NEL FOYER DEL TEATRO 

Farsa con i celebri pupi ” Nofrio e Virticchio”

Nell’intento di promuovere la conoscenza di uno degli elementi più tipici delle tradizioni culturali della Sicilia, quest’anno il teatro Lelio propone lo spettacolo tradizionale dell’ Opera dei Pupi, nell’esecuzione dei pupari Bumbello, che rappresenteranno  uno degli  episodi più significativi e scenicamente  spettacolari della vita di Orlando, che verrà introdotto, secondo tradizione,  dai pupi di farsa Nofrio e Virticchio, che, con l’ uso del linguaggio dialettale , divertono il pubblico, facendo da tramite fra il puparo che agisce all’interno del teatrino e gli spettatori.

Prima  dello  spettacolo lo spettatore sarà  guidato nella visione della mostra allestita per l’occasione  nel foyer del teatro che ospiterà parte di una collezione privata di pupi, sponde di carretto e sipari, sicuramente fra le più importanti della Sicilia. L’intento è quindi quello di offrire un’occasione di conoscenza concreta e completa, dal manufatto artigianale allo spettacolo vero e proprio,  di una forma di teatro peculiare della Sicilia, che gode del riconoscimento dell’UNESCO di bene immateriale dell’umanità.

Facebook-SLIDES