RIDI PAGLIACCIO

ALICE, CHE MERAVIGLIA!

ORLANDO EROE

TERRA CHIAMA UOMO

FUORI DAGLI SCHERMI

DI SOGNI, VIAGGI E MERAVIGLIE

GATTO CON GLI STIVALI

ott
26
sab
TERRA CHIAMA UOMO
ott 26 @ 17:00 – 18:30
sabato 21 dicembre h 17.00

sabato 26  ottobre h 17.00

TERRA CHIAMA UOMO

scritto e diretto da

Domenico Bravo

con

Domenico Bravo, Eletta del Castillo, Danila Laguardia

Qualcuno ha detto che l’uomo ha ormai superato l’orlo del baratro e che da questo momento dovrà solo concentrarsi su come affrontare la discesa. Parlare, oggi, di ambiente è più che mai necessario. Lo è elaborare un discernimento etico rispetto all’attuale crisi ecologica. Il teatro, dove ogni parola è voce che si fa corpo e anima, carne e sangue, dove ogni respiro è un pensiero e ogni gesto un fendente all’inerzia e al disinteresse, è il luogo ideale a tale scopo. Su un palcoscenico vuoto, metafora del doloroso e sconcertante senso di mancanza di rispetto e coscienza dell’uomo irresponsabile, si muovono e parlano tre personaggi, che altro non sono che i tre elementi costitutivi del pianeta chiamato Terra. Lo fanno senza retorica, con la leggerezza che è propria degli animi puri, ricordando un passato glorioso al quale guardano con occhi da fanciullo, abbandonandosi a tenere e vivaci fantasie, mentre il presente – dove il biossido è alle stelle, la plastica ha dato vita a un nuovo continente galleggiante e l’edilizia, per quanto oscena, s’innalza tuttavia – si fa sentire con tutto il suo carico di cinismo e indifferenza, aprendo le porte a spiragli di futuro tutt’altro che rosei. Ciononostante, il senso dell’umorismo non abbandona i nostri protagonisti. In un passo del testo, Aria si lamenta di non riuscire più a cantare senza che il pm10 le si attacchi ai bronchi (e giù con la tosse e un affanno che non ti dico); in un altro Terra dice che, nonostante il pianeta sia nel mezzo del cammin della sua vita, si sente addosso più dei due terzi dell’esistenza dell’universo intero; mentre acqua, in un momento acuto di irritazione e scontento, dichiara di trovarsi nel bel mezzo del ciclo… il ciclo dell’acqua, appunto. Nel corso della commedia (sì, perché a dispetto dell’argomento trattato, lo spettacolo è una commedia, quantunque la conclusione non sia del tutto assimilabile a un lieto fine), si parla di prodotti fitosanitari, diossine, metalli pesanti, di microplastica e idrocarburi non combusti, di piogge acide (tutte le volte che acqua piange), ma anche dell’ alicanto, la fenice e l’ippogrifo, creature straordinarie scaturite dall’immaginazione dell’uomo prima che partorisse quelle gigantesche libellule bullonate chiamate elicotteri. Acqua Siamo la chiave dell’armonia delle cose e del cosmo. Aria Siamo il vostro presente. Acqua Confidiamo in voi. Terra Siate il vostro futuro.

È così che si conclude lo spettacolo, con una richiesta di soccorso, un SOS che, da Safe Our Souls, rischia tragicamente di mutarsi in un poco consolatorio sopravvivi o soccombi.

 

 

nov
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GATTO CON GLI STIVALI
nov 16 @ 17:00 – 18:30
sabato 16 novembre h 17.00

sabato 16 novembre h 17.00

GATTO CON GLI STIVALI

Adattamento e regia

Domenico Bravo

con

Domenico Bravo, Eletta Del Castillo, Danila Laguardia

Il gatto con gli stivali è una delle favole che ha subìto innumerevoli variazioni nel corso dei secoli. A partire dalla novella dello Straparola (La gatta), passando per il Basile (Cagliuso), Perrault (ad oggi la versione più nota), i fratelli Grimm, Tieck, fino a Tofano, Kastner, Carter, Ross, Pullman. A differenza di quest’ultimo, le caratteristiche principali del gatto dei succitati autori sono l’astuzia e la particolare capacità di tessere inganni a favore del padrone.

Nella versione teatrale qui presentata, seppure tali peculiarità permangano, esse sono animate da un profondo amore del felino verso il ragazzo che lo ha allevato e nutrito, quel figlio del defunto mugnaio cacciato di casa dai fratelli maggiori perché considerato, insieme al suo animale, del tutto inutile. Il nostro gatto, pertanto, è mosso da immensa gratitudine e gli inganni architettati non procurano danno se non a chi meriti davvero di finire sotto le grinfie della sua illimitata intelligenza. A volte, quella che sembra la cosa più misera è invece la più preziosa. Così il gatto è per il mugnaio un’idea di salvezza, di riscatto, è il suo personale ingegno, l’istinto di sopravvivenza non ereditato, ma frutto di grandi sforzi. Non è più la fortuna, quella che aiuta gli audaci, la volontà e l’intelligenza si aiutano da sé. Basta avere una visione lucida della situazione e un po’ di inventiva.
Nell’adattamento, oltre al ben noto intreccio, sono presenti motivi tipici di altre fiabe (come il rapimento e la ricerca dell’amata) e cenni provenienti sia dalle numerose rielaborazioni letterarie della storia, sia da fonti cinematografiche, come il pelo rosso del gatto che tiene compagnia ad Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (ma si dice che fosse rosso anche il gatto di Shakespeare e rosso era sicuramente il gatto di Churchill), e il nome Figaro, che è quello del gatto di Pinocchio nell’animazione realizzata da Walt Disney. Il nome non può che evocare suggestioni rossiniane: non è un caso che i temi musicali presenti nello spettacolo siano tratti perlopiù dal repertorio del compositore italiano (Duetto buffo tra due gatti, il barbiere di Siviglia, la gazza ladra).
Lo spettacolo è un vivace gioco metateatrale in cui risulta evidente il rapporto d’amicizia fra il protagonista e il ragazzo, una relazione di intimità e fiducia profonda rappresentata in modo vivido, tenero e gentile; ma è anche una fantasmagoria di invenzioni e artifici scenici, una mescolanza di generi (teatro di parola e di animazione, acrobatica, danza, canto), nonché un gioioso carosello di costumi e scenografie che intendono omaggiare, con minuscole macchine sceniche, riproduzione in scala di ambienti, trine, parrucche e merletti, la spettacolarità barocca.

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8
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FUORI DAGLI SCHERMI
dic 8 @ 17:00 – 18:30
domenica 8 dicembre h 17.00

domenica 8 dicembre h 17.00

FUORI DAGLI SCHERMI

Ideazione e Regia

Ferrante\ De Grandi

con

Pietro Casano, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante

Quanta televisione, internet e quanta irrealtà vengono propinati ai bambini di oggi pur di farli star buoni davanti ad uno schermo, isolandoli e spegnendo la loro fantasia? “Fuori dagli schermi” racconta la storia di Gigetto, un bambino a cui importa poco studiare e confrontarsi e che passa il suo tempo davanti agli schermi di casa, guardando programmi spesso poco adatti alla sua età. E se un giorno mettendo in ordine la soffitta, tra gli scatoloni, saltassero fuori tanti personaggi bizzarri? Lì Gigetto, accompagnato da Samantha Reality, personaggio bislacco ed ignorante, proiezione del suo immaginario mediatico scoprirà infatti il “mondo dei giocattoli”, così ricchi di storie interessanti, con cui tessere dei legami importanti, con cui mettere in gioco la fantasia fino a sminuire pian piano, i miti televisivi. Tra gare di grammatica con il coinvolgimento del pubblico, in compagnia dei colti topolini che animano la soffitta, tra musica, poesia e danza qualunque piccolo uomo si sveglierebbe dall’isolamento in cui i nuovi marchingegni elettronici ci relegano. Alimentare la creatività e la condivisione (col gioco, con la lettura, con l’arte) è la sfida che oggi in una società altamente social e mediatica, ci si pone per “recuperare” il senso della collettività e della comunicazione reale e non virtuale, la conoscenza e il rispetto del “passato” (incarnato qui dai vecchi giocattoli), quello scambio di idee ed emozioni che si crea solo attraverso il contatto con altri occhi, altre mani, altre anime. Valentina Ferrante e Micaela De Grandi 

BANNED THEATRE

nasce a Catania nel febbraio del 2014 dalla collaborazione di artisti provenienti dalla Sicilia e dalla Puglia, e dopo quattro laboratori (“7 CALCI IN CULO“, “THE MANHATTAN PROJECT”, “DIZIONE E PUBLIC SPEAKING”, “LABORATORIO DI VOCE ED IN-CANTO CONSAPEVOLE”), ha già all’attivo le seguenti produzioni teatrali: la mise en espace “STORIA DI UNA CAPINERA” (per “Una notte al Museo” progetto del Comune di Catania); “DOSTOEVSKIJ CARNAVAL” (Roma Fringe Festival 2014, Cortile Platamone di Catania) tratto da “Dostoevskij trip” di Vladimir Sorokin, scrittore russo bandito da Putin; lo spettacolo sullo scrittore catanese Ercole Patti “LA VIE D’ARTISTE RACCONTATA DA MIA NIPOTE” (Castello Ursino, Catania); “SEGNI DI MANI FEMMINILI”, storia delle comunità ebraiche in Sicilia nel medioevo, scritto e realizzato nel 2015 per I ART al Palazzo della Cultura di Catania e rappresentato a Siracusa in rassegna estiva 2015, al Teatro Lelio di Palermo, al Teatro Margherita di Caltanissetta nella stagione 2015/2016, vincitore del Premio Nazionale Città di Leonforte 2016 “Gradimento del Pubblico”; LYSISTRATA che ha debuttato al CalatafimiSegesta Festival – Dionisiache 2016, in tournèe presso i Teatri di Pietra Sicilia 2017 e al Teatro Arcobaleno di Roma; “STUDIO PER CARNE DA MACELLO” in coproduzione con il Teatro Stabile di Catania; LE NUVOLE in prima assoluta per il Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2017; LA FESTA DELLE DONNE, che ha debuttato al Calatafimi- Segesta Festival – Dionisiache 2018. La missione della compagnia punta alla creazione artistica in più forme, soprattutto quella teatrale, trovando nei suoi artisti le peculiarità più differenti e le competenze idonee alla divulgazione culturale con l’obiettivo concreto, date le esperienze internazionali, di portare il proprio lavoro a misurarsi col pubblico delle diverse nazioni. La connotazione artistica del gruppo è volta alla ricerca ed alla conoscenza delle culture di tutto il mondo, cercando nelle letterature di ogni latitudine, nelle musiche di ogni paese, nella cultura dei popoli più lontani, oltre che nella propria, la fonte della sua creatività. Questo si traduce nella scelta di testi di prosa da rappresentare molto rari, anche inediti o inediti in Italia, di autori banditi ed allontanati dalla propria nazione, tradotti in altre lingue, o testi scritti dai membri stessi della compagnia durante la loro ricerca, parlando sempre una lingua propria ed originale. La formazione e la ricerca sono i pilastri del progetto Banned Theatre.

Contatti Banned Theatre:

Web

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DI SOGNI, VIAGGI E MERAVIGLIE
dic 21 @ 17:00 – 18:30
sabato 26 ottobre h 17.00

sabato 21 dicembre h 17.00

DI SOGNI, VIAGGI E MERAVIGLIE

Colapesce, Giufà… … ed altre amenità

Fiabe della tradizione siciliana raccolte 

 

Drammaturgia e Regia di Domenico Bravo

con Danila Laguardia, Viviana Lombardo, Antonio Raffaele Addamo, Domenico Bravo

scene e costumi di Domenico Bravo

musiche di Danny Elfman

Proporre oggi uno spettacolo interamente dedicato alle antiche fiabe siciliane, potrebbe sembrare anacronistico. Ma proprio per il fatto che quelle che presentiamo sono storie non note al grande pubblico, riteniamo che questo lavoro possa dare un contributo alla loro divulgazione ed a mantenerne viva la memoria. I testi utilizzati sono stati raccolti e trascritti da Italo Calvino che ha recuperato lo spirito originale dei racconti e li ha fissati in una forma elegante e raffinata. Il dialetto originario è citato e funge da eco permettendo di inquadrare geograficamente i testi. Il fiabesco è insieme l’inesauribile specchio e la sorgente eterna di narrazioni e rappresentazioni del mondo e del cambiamento umano.

Note di regia
La scelta di queste fiabe è stata dettata, oltre che per il recupero della tradizione (orale, letteraria e fiabesca), che ad ogni piè sospinto incassa i colpi di una modernità che la considera troppo lontana o poco necessaria (nonché appannaggio esclusivo di studiosi ed esegeti), anche e soprattutto per il fatto di offrire innumerevoli possibilità di gioco. E gioco è la parola chiave del lavoro proposto. Come ha scritto Johan Huizinga, “il gioco è innegabile. Si possono negare quasi tutte le astrazioni: la giustizia, la bellezza, la verità, la bontà, lo spirito. Si può negare la serietà. Ma non il gioco”. Il gioco inteso come atto libero ma specialmente momento della salute sociale, in un tempo in cui ‘giocare insieme’ è diventata un’espressione pressoché antiquata, fuori tempo, e il gioco sempre più un atto solitario (cellulari, videogiochi e chi più ne ha più ne metta), privo di scambio e di crescita. Il gioco visto perciò come “momento della massima funzionalità in cui la società fa, per così dire, marciare il motore in folle, per pulire le candele, disingolfarsi, scaldare i cilindri, far circolare l’olio, tenersi in assetto2.” I quattro attori in scena, clochard ironici e clowneschi, immersi in un luogo colmo di oggetti privi ormai di qualsiasi utilità per la gente comune, incoraggiati da quello che solo alla fine si scoprirà essere Giufà, giocano a essere “vecchi e bambini, principi e principesse, re e regine, maghi, cavalieri, briganti, topi, draghi, uomini pesce e tanto altro ancora4”, in un gioco teatrale in cui si dipaneranno storie (Caterina La Sapiente, Rosmarina, Il vitellino con le corna d’oro, Sfortuna, Cola Pesce e Giufà) che si inseguono e si intrecciano senza soluzione di continuità. Entreranno e usciranno continuamente dai loro ruoli per concedere divertenti interruzioni, in un tripudio di inventiva in cui ciascun oggetto riacquista una vita e una necessità, perdendo ogni caratteristica reale per assumere via via gli attributi dell’immaginario, oggi troppo spesso messo a tacere a favore di una corsa all’ovvio… e al modello all’ultimo grido! Così, nello spettacolo, uno stendibiancheria diviene la ringhiera di un balcone, delle casse da frutta una locomotiva e i suoi vagoni, uno sturalavandini è uno scettro, un bidet il trono di una regnante e decine di sacchi per la spazzatura legati insieme l’oceano di Cola Pesce.

 

2 ECO, U., Introduzione a J. HUIZINGA, Homo ludens, cit., pp. XVIII-XXV.

3 Ovvero, ordinaria, che è l’opposto di straordinario, sbalorditivo, bellissimo e favoloso. Cioè, matto.

4 Dal copione dello spettacolo.

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RIDI PAGLIACCIO
gen 11 @ 17:00 – 18:30

 

sabato 11 gennaio h 17.00

sabato 11 gennaio h 17.00

RIDI PAGLIACCIO

Regia : David Larible
Con: Adriano Aiello; Bruno Morello; Salvo Giorgio
Aiuto regia: Liliana Lo Furno
Direttore Allestimenti: Massimo Savoia
Coreografie: Liliana Lo Furno
Effetti sonori: Massimo Fragalà
Coproduzione : Teatro degli Specchi

La giornata tipo di un clown che vive la sua vita come un uomo qualunque tra successi e delusioni, tra momenti felici e altri meno, ma ha un’arma in più: la risata. Lui riesce a ridere con amore su tutti e tutti e, ancor più, su se stesso. Gioca con le variazioni musicali dell’omonima, celebre romanza di Ruggero Leoncavallo, che dà il titolo allo spettacolo.

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ALICE, CHE MERAVIGLIA!
feb 1 @ 17:00 – 18:30
sabato 1 febbraio h 17.00

sabato 1 febbraio h 17.00

ALICE, CHE MERAVIGLIA!  _ PRIMA NAZIONALE AL TEATRO LELIO
Adattamento e regia di Domenico Bravo
da Alice Underground, Alice nel paese delle meraviglie,Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò di Lewis Carrol
con Eletta Del Castillo, Danila Laguardia, Viviana Lombardo e Domenico Bravo

Chi non si è mai sentito un po’ come Alice? Perso, confuso, felice o spaventato?
La storia di Lewis Carrol è nota a tutti. La realtà insensata, sospesa e avvertita che Alice incontra nel suo sogno è stata rappresentata in mille modi diversi, canzoni, film e libri di sono ispirati ad essa e i suoi personaggi (dal Coniglio Bianco al Brucaliffo, dal Cappellaio Matto alla Regina di Cuori) sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo di adulti e bambini.

 

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ORLANDO EROE
mar 14 @ 17:00 – 18:30
sabato 14 marzo h 17.00

sabato 14 marzo h 17.00

ORLANDO EROE 

Spettacolo dell’ Opera dei Pupi 

VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA DI PALADINI E PITTURE DELL’ OPERA DEI PUPI NEL FOYER DEL TEATRO 

Farsa con i celebri pupi ” Nofrio e Virticchio”

Nell’intento di promuovere la conoscenza di uno degli elementi più tipici delle tradizioni culturali della Sicilia, quest’anno il teatro Lelio propone lo spettacolo tradizionale dell’ Opera dei Pupi, nell’esecuzione dei pupari Bumbello, che rappresenteranno  uno degli  episodi più significativi e scenicamente  spettacolari della vita di Orlando, che verrà introdotto, secondo tradizione,  dai pupi di farsa Nofrio e Virticchio, che, con l’ uso del linguaggio dialettale , divertono il pubblico, facendo da tramite fra il puparo che agisce all’interno del teatrino e gli spettatori.

Prima  dello  spettacolo lo spettatore sarà  guidato nella visione della mostra allestita per l’occasione  nel foyer del teatro che ospiterà parte di una collezione privata di pupi, sponde di carretto e sipari, sicuramente fra le più importanti della Sicilia. L’intento è quindi quello di offrire un’occasione di conoscenza concreta e completa, dal manufatto artigianale allo spettacolo vero e proprio,  di una forma di teatro peculiare della Sicilia, che gode del riconoscimento dell’UNESCO di bene immateriale dell’umanità.

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